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Il "Progetto Accademia" dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico"  è dedicato alla presentazione dei migliori saggi ed esercitazioni del 2017. In collaborazione con il Festival di Spoleto e con Change Performing Arts, l’Accademia presenta Hamletmachine, con gli allievi del III anno, regia di Robert Wilson. Gli allievi registi del III anno presentano Fassbinder Non c’è amore senza dolore, studi condotti da Arturo  Cirillo su Rainer Werner Fassbinder. Lorenzo Salveti guida gli allievi attori del II anno nel saggio Il Cavaliere del Pestello ArdenteHeiner Müller Tre paesaggi, spettacolo itinerante degli allievi registi di II anno, a cura di Giorgio Barberio Corsetti.
Si inaugura quest’anno a Spoleto l’attività della Compagnia dell’Accademia, con la presentazione di Notturno di donna con ospiti – Studio sulla versione del 1982 di Annibale Ruccello, regia di Mario Scandale con protagonista Arturo Cirillo; e di Un ricordo d’inverno, drammaturgia e regia di Lorenzo Collalti, vincitore del bando Nuove Opere SIAE SILLUMINA.
Per la quinta edizione di European Young Theatre, cinquanta giovani attori e registi delle più importanti scuole europee proporranno i loro progetti confrontandosi in una Groups Competition.
Come ogni anno i giovani allievi del I anno animeranno le strade del centro storico con una performance itinerante Mask 4, diretta da Michele Monetta.
Il programma della partecipazione dell’Accademia al Festival, quest’anno si arricchisce di una mostra fotografica che racconta le attività degli allievi della scuola a Spoleto, dal 2009 al 2017.

In mostra a Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto gli 11 prototipi di oggetti realizzati in canapa nell’ambito del progetto Fabric-Action, promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con il Museo della Canapa – Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra,  il Polifactory del Politecnico di Milano e Ghénos Communication.

In occasione della Milano Design Week 2017, lo scorso aprile, il progetto è stato presentato al Fuorisalone. Circa 80.000 visitatori hanno potuto apprezzare le linee futuristiche degli 11 oggetti esposti: dagli strumenti musicali come un basso-ukulele elettrico e percussori ai biscotti, dal sistema filtrante per l’aria ai portavasi per la coltivazione indoor, dalla culla a sospensione al cappello con proprietà rigenerative fino ai moduli fono-assorbenti. E ancora, giochi dal gusto retrò come l’altalena e lo skateboard, che hanno fatto tornare bambini molti visitatori…

Tutti questi prototipi in canapa sono stati ideati da famosi designer e studenti che hanno colto la sfida lanciata con Fabric-Action per dare nuove forme e nuova vita a questa fibra fortemente legata alla tradizione ed al territorio della Valnerina.

Lo spazio entro cui questi artisti hanno dato sfogo alla loro creatività e nel quale i prototipi si sono sviluppati è stato il Polifactory, il laboratorio di ricerca e creazione del Politecnico di Milano.

Fabric-Action, infatti, combina design e fabbricazione digitale con molteplici sperimentazioni sul materiale canapa, tra tecnologie digitali e nuovi processi di fabbricazione.

In particolare, Fabric-Action, ideato e sviluppato a sostegno della Valnerina nell’ambito del progetto Valnerina – Saper Fare, coniuga e fonde il tema materiale della canapa con la dimensione immateriale del saper fare che contraddistingue l’Umbria in generale.

Dopo il grande successo del Fuorisalone i prototipi arrivano finalmente in Valnerina e saranno esposti a Spoleto – Palazzo Collicola Arti Visive – per tutta l’estate, dal 17 giugno al 31 agosto.

L’inaugurazione si terrà il 17 giugno 2017 alle ore 12.00

Interverranno:
Fernanda Cecchini – Assessore Regionale alla Cultura
Camilla Laureti – Assessore alla Cultura del Comune di Spoleto
Gianluca Marziani – Direttore di Palazzo Collicola Arti Visive
Stefano Maffei – Direttore Polyfactory, Politecnico di Milano
Tullio Fibraroli – Sindaco di Sant’Anatolia di Narco
Walter Trivellizzi – Direttore GAL Valle Umbra e Sibillini

LA PARANZA DEI BAMBINI

 
di Roberto Saviano e Mario Gelardi 
regia Mario Gelardi
con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Carlo Caracciolo, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini
scene Armando Alovisi
costumi 0770 di Irene De Caprio
musica Tommy Grieco
luci Paco Summonte
collaborazione alla regia Carlo Caracciolo
aiuto regia Irene Grasso
programmazione Mismaonda Gianluca Russino e Laura Montagna
un progetto Nuovo Teatro Sanità
prodotto da Mismaonda
in collaborazione con Marche Teatro

 

Dal 9 giugno al 16 luglio la Casa dell’Architettura, con sede in Palazzo Collicola, ospita la mostra The swiss touch in landscape architecture, un’esposizione per fare il punto sull’architettura del paesaggio.

L’architettura del paesaggio è una disciplina relativamente recente che negli ultimi decenni si è sviluppata in modo considerevole, acquisendo un ruolo sempre più importante nel modo di intendere e trasformare il territorio.

Oggi si occupa della pianificazione degli spazi pubblici, dei progetti urbani e periurbani, della gestione degli spazi verdi nelle città, della creazione di parchi e giardini, dei terreni post-industriali, come pure dell’integrazione delle zone agricole nel territorio.

biglietti: free admittance
vernissage: 9 giugno 2017. 9,30
curatori: Michael Jacob
autori: Jurg Conzett, Herzog de Meuron, Bernard Tschumi
patrocini: Comune di Spoleto, Ordine Architetti P.P.C. della Provincia di Perugia, F.U.A. Fondazione Umbra per l’Architettura, Ordine Ingegneri della Provincia di Perugia, I.N.U. Istituto Nazionale Urbanistica sezione Umbria

MOZART 
DON GIOVANNI
 
libretto Lorenzo Da Ponte
dramma giocoso in due atti
 
editore proprietario Bärenreiter-Verlag, Kassel                                
rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
prima rappresentazione Praga, Nostitz -Theater, 29 ottobre 1787

Acquista la SPOLETO CARD e potrai partecipare gratuitamente a queste speciali visite guidate al patrimonio culturale della città.

Senza la SPOLETO CARD puoi partecipare ad una tariffa agevolata di € 3,00 a persona (+ il biglietto del museo, dove è previsto).

Con la SPOLETO CARD puoi partecipare al Laboratorio creativo per famiglie Che vista! con una tariffa agevolata.

Le visite guidate sono tenute da storici dell’arte e guide turistiche

Programma visite di LUGLIO:

Sabato 1, 8, 15, 22, 29 luglio ore 17.30
Domenica 2, 9, 16, 23, 30 luglio ore 15.30
Scoprendo l’Umbria

visite guidate alla mostra Tesori della Valnerina
Luogo d’incontro: Rocca Albornoz – biglietteria

Domenica 2 luglio
ore 11.30
Una nobile passeggiata – visita dell’appartamento gentilizio
Luogo d’incontro: Palazzo Collicola Arti Visive – biglietteria

Domenica 9 luglio
ore 11.30
Spoleto Romana: visita della domus del I sec. d.C.
Luogo di incontro: Casa Romana – biglietteria

Domenica 16 luglio
ore 11.30
Beverly Pepper e Spoleto – Museo Carandente
Luogo d’incontro: Palazzo Collicola Arti Visive – biglietteria

Domenica 23 luglio
ore 11.30
Sul set di Don Matteo – i luoghi della fiction
Luogo di incontro: Palazzo Collicola Arti Visive – biglietteria

ore 17.00
ARTE ESTATE 
laboratorio creativo per famiglie
Che Vista!
Luogo d’incontro: Rocca Albornoz – biglietteria

Domenica 30 luglio
ore 11.30
La Basilica di Sant’Eufemia
Luogo di incontro: Museo Diocesano – biglietteria

Per informazioni e prenotazioni: Soc. Coop. Sistema Museo – Piazza Collicola – Tel. 0743 46434 – 0743 224952 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per informazioni: IAT di Spoleto – Tel. 0743 218620 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per maggiori informazioni visita il sito www.spoletocard.it

Per la prima volta sul palco di Piazza Duomo, Riccardo Muti dirige il Concerto Finale della 60a edizione del Festival. Fondata nel 2004 l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è formata da giovani musicisti, provenienti da tutte regioni italiane, selezionati da commissioni internazionali da lui presiedute.
 
RICCARDO MUTI  | A Napoli, città in cui è nato, studia pianoforte con Vincenzo Vitale, diplomandosi con lode nel Conservatorio di San Pietro a Majella. Prosegue gli studi al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, sotto la guida di Bruno Bettinelli e Antonino Votto, dove consegue il diploma in Composizione e Direzione d’orchestra.
Nel 1967 la prestigiosa giuria del Concorso "Cantelli" di Milano gli assegna all’unanimità il primo posto, portandolo all’attenzione di critica e pubblico. L’anno seguente viene nominato direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico che manterrà fino al 1980. Già nel 1971, però, Muti viene invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, inaugurando una felice consuetudine che lo ha portato, nel 2010, a festeggiare i quarant’anni di sodalizio con la manifestazione austriaca. Gli anni Settanta lo vedono alla testa della Philharmonia Orchestra di Londra (1972-1982), dove succede a Otto Klemperer; quindi, tra il 1980 e il 1992, eredita da Eugène Ormandy l’incarico di direttore musicale della Philadelphia Orchestra. Dal 1986 al 2005 è direttore musicale del Teatro alla Scala: prendono così forma progetti di respiro internazionale, come la proposta della trilogia Mozart-Da Ponte e la tetralogia wagneriana. Accanto ai titoli del grande repertorio trovano spazio e visibilità anche altri autori meno frequentati: pagine preziose del Settecento napoletano e opere di Gluck, Cherubini, Spontini, fino a Poulenc, con Les dialogues des Carmélites che gli hanno valso il Premio "Abbiati" della critica. Il lungo periodo trascorso come direttore musicale dei complessi scaligeri culmina il 7 dicembre 2004 nella trionfale riapertura della Scala restaurata dove dirige l’Europa riconosciuta di Antonio Salieri. Eccezionale il suo contributo al repertorio verdiano; ha diretto Ernani, Nabucco, I Vespri Siciliani, La Traviata, Attila, Don Carlos, Falstaff, Rigoletto, Macbeth, La Forza del Destino, Il Trovatore, Otello, Aida, Un ballo in Maschera, i Due Foscari, I Masnadieri. La sua direzione musicale è stata la più lunga nella storia del Teatro alla Scala. Nel corso della sua straordinaria carriera Riccardo Muti dirige molte tra le più prestigiose orchestre del mondo: dai Berliner Philharmoniker alla Bayerischen Rundfunk, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France alla Philharmonia di Londra e, naturalmente, i Wiener Philharmoniker, ai quali lo lega un rapporto assiduo e particolarmente significativo, e con i quali si esibisce al Festival di Salisburgo dal 1971. Invitato sul podio in occasione del concerto celebrativo dei 150 anni della grande orchestra viennese, Muti ha ricevuto l’Anello d’Oro, onorificenza concessa dai Wiener in segno di speciale ammirazione e affetto. Ha diretto per ben quattro volte il prestigioso Concerto di Capodanno a Vienna nel 1993, 1997, 2000 e 2004. Nell’aprile del 2003 viene eccezionalmente promossa in Francia, una "Journée Riccardo Muti", attraverso l’emittente nazionale France Musique che per 14 ore ininterrotte trasmette musiche da lui dirette con tutte le orchestre che lo hanno avuto e lo hanno sul podio, mentre il 14 dicembre dello stesso anno dirige l’atteso concerto di riapertura del Teatro "La Fenice" di Venezia. Nel 2004 fonda l’Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" formata da giovani musicisti selezionati da una commissione internazionale, fra oltre 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane. La vasta produzione discografica, già rilevante negli anni Settanta e oggi impreziosita dai molti premi ricevuti dalla critica specializzata, spazia dal repertorio sinfonico e operistico classico al Novecento. L’etichetta discografica che si occupa delle registrazioni di Riccardo Muti è la RMMusic (www.riccardomutimusic.com). Il suo impegno civile di artista è testimoniato dai concerti proposti nell’ambito del progetto "Le vie dell’Amicizia" di Ravenna Festival in alcuni luoghi "simbolo" della storia, sia antica che contemporanea: Sarajevo (1997), Beirut (1998), Gerusalemme (1999), Mosca (2000), Erevan e Istanbul (2001), New York (2002), Il Cairo (2003), Damasco (2004), El Djem (2005) Meknes (2006), Roma  (2007), Mazara del Vallo (2008), Sarajevo (2009), Trieste (2010), Nairobi (2011), Ravenna (2012), Mirandola (2013) e Redipuglia (2014) con il Coro e l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino e i "Musicians of Europe United", formazione costituita dalle prime parti delle più importanti orchestre europee, e recentemente con l’Orchestra Cherubini. Tra gli innumerevoli riconoscimenti conseguiti da Riccardo Muti nel corso della sua carriera si segnalano: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la Grande Medaglia d’oro della Città di Milano; la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca; la Legione d’Onore in Francia (già Cavaliere, nel 2010 il Presidente Nicolas Sarkozy lo ha insignito del titolo di Ufficiale) e il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II. Il Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia d’argento per l’impegno sul versante mozartiano;la Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna, la Wiener Hofmusikkapelle e la Wiener Staatsoper lo hanno eletto Membro Onorario; il presidente russo Vladimir Putin gli ha attribuito l’Ordine dell’Amicizia, mentre lo stato d’Israele lo ha onorato con il premio "Wolf" per le arti. Numerose sono le lauree honoris causa conferite a Riccardo Muti, ultima delle quali, nel 2014, dalla Northwestern University di Chicago.  Ha diretto i Wiener Philharmoniker nel concerto che ha inaugurato le celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Mozart al Grosses Festspielhaus di Salisburgo. La costante e ininterrotta collaborazione tra Riccardo Muti e Wiener Philharmoniker nel 2017 raggiunge i 47 anni. A Salisburgo per il Festival di Pentecoste a partire dal 2007 insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ha affrontato un progetto quinquennale mirato alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale, operistico e sacro, del Settecento napoletano. Da settembre 2010 è Direttore Musicale della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra. Nello stesso anno è stato nominato in America "Musician of the Year" dalla importante rivista "Musical America". Nel febbraio 2011 il Maestro Riccardo Muti in seguito all’esecuzione e registrazione live della Messa da Requiem di Verdi con la C.S.O. vince la 53° edizione dei Grammys Awards con due premi: (1) Best Classical Album e (2) Best Choral Album. In marzo 2011, Riccardo Muti è stato proclamato vincitore del prestigioso premio Birgit Nilsson 2011 che gli è stato consegnato il 13 ottobre a Stoccolma alla Royal Opera alla presenza dei Reali di Svezia, le loro Maestà il Re Carl XVI Gustaf e la Regina Silvia. A New York in aprile 2011 ha ricevuto l’Opera News Awards. In maggio 2011 è stato assegnato a Riccardo Muti il Premio "Principe Asturia per le Arti 2011", massimo riconoscimento artistico spagnolo, consegnato da parte di sua Altezza Reale il Principe Felipe di Asturia a Oviedo nell’autunno successivo. Nel luglio 2011 è stato nominato membro onorario dei Wiener Philharmoniker e in agosto 2011 Direttore Onorario a vita del Teatro dell’Opera di Roma. Nel maggio 2012 è stato insignito della Gran Croce di San Gregorio Magno da Sua Santità Benedetto XVI. Nel 2016 ha ricevuto dal governo giapponese la Stella d’Oro e d’Argento dell’Ordine del Sol Levante. Nel luglio 2015 si è realizzato il desiderio del Maestro Muti di dedicarsi ancora di più alla formazione di giovani musicisti: la prima edizione della Riccardo Muti Italian Opera Academy per giovani direttori d’orchestra, maestri collaboratori e cantanti si è svolta al Teatro Alighieri di Ravenna e ha visto la partecipazione di giovani talenti musicali e di un pubblico di appassionati provenienti da tutto il mondo. Obiettivo della Riccardo Muti Italian Opera Academy è quello di trasmettere l’esperienza e gli insegnamenti di Riccardo Muti ai giovani musicisti e far comprendere in tutta la sua complessità il cammino che porta alla realizzazione di un’opera. Alla prima edizione, dedicata a Falstaff , hanno fatto seguito le Academy su La Traviata nel 2016, a Seoul e Ravenna.
(info: www.riccardomutimusic.com)
 
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI | Fondata da Riccardo Muti nel 2004, l’Orchestra ha assunto il nome di uno dei massimi compositori italiani di tutti i tempi attivo in ambito europeo per sottolineare, insieme ad una forte identità nazionale, la propria inclinazione ad una visione europea della musica e della cultura. L’Orchestra, che si pone come strumento privilegiato di congiunzione tra il mondo accademico e l’attività professionale, divide la propria sede tra le città di Piacenza e Ravenna. La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni e provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio. In questi anni l’Orchestra, sotto la direzione di Riccardo Muti, si è cimentata con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento alternando ai concerti in moltissime città italiane importanti tournée in Europa e nel mondo nel corso delle quali è stata protagonista, tra gli altri, nei teatri di Vienna, Parigi, Mosca, Salisburgo, Colonia, San Pietroburgo, Madrid, Barcellona, Buenos Aires e Tokyo. All’intensa attività con il suo fondatore, la Cherubini ha affiancato moltissime collaborazioni con artisti quali Claudio Abbado, Dennis Russel Davies, Gérard Depardieu, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Wayne Marshall, Anne Sophie-Mutter, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov e Alexander Toradze. Il debutto a Salisburgo, al Festival di Pentecoste, con Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa, ha segnato nel 2007 la prima tappa di un progetto quinquennale che la prestigiosa rassegna austriaca, in coproduzione con Ravenna Festival, ha realizzato con Riccardo Muti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale del Settecento napoletano. Nel 2015 l’Orchestra, diretta da James Conlon, ha avviato un percorso triennale con il Festival di Spoleto attraverso la "trilogia dapontiana" che, dopo Così fan tutte e Le nozze di Figaro, si completerà quest’anno con Don Giovanni.
 
In occasione del concerto che il M°Riccardo Muti terrà in Piazza del Duomo a Spoleto, vi invitiamo a visitare il sito internet ufficiale del Maestro www.riccardomutimusic.com allo scopo di essere aggiornati sulle attività del Maestro.

 

Visite guidate di Spoleto garantite ogni weekend e giorni festivi dal 1 aprile al 1 ottobre 2017

Sabato ore 16.00
Domenica ore 10.30
Lunedì ore 10.00 (tour in inglese)
Pasqua (mattina e pomeriggio), Pasquetta (mattina), 25 aprile (mattina), 1 maggio (mattina), 2 giugno (mattina)

Itinerario (durata 2 ore): Partenza da Piazza della Libertà, visita del Teatro Romano, Arco di Druso e Germanico, Piazza del Mercato, Cattedrale, Giro della Rocca, ammirando la Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri
Ritrovo: in Piazza della Libertà, di fronte all’Ufficio IAT, 10 minuti prima della partenza
Costo: € 7,50 a persona; gratuito per i ragazzi fino a 14 anni

Visite a cura di Guide Turistiche Autorizzate

La compagnia di Pechino, formata da ballerini/atleti scelti dal celebre attore, regista e artista marziale cinese Jackie Chan, unisce nelle sue performance, in modo straordinario e spettacolare, elementi del Kung Fu, del balletto tradizionale cinese e della danza moderna. 
11 Warriors nasce dallo spirito delle antiche tradizioni e filosofie cinesi e racconta in cinque atti la storia del Kung Fu. Dalla narrazione delle primissime origini fino alla dimostrazione delle più raffinate tecniche odierne, lo spettacolo è un viaggio affascinante che mostra lo sviluppo fisico e spirituale di un maestro del Kung Fu. Con perfetta padronanza di ogni forma d’arte cinese, la compagnia rivela quanto i principi del Kung Fu siano profondamente radicati nella cultura del Paese.
L’obiettivo primario di ogni forma di combattimento è quello di proteggere, difendere e conquistare, ma questa è la guerra. Il combattimento diventa arte marziale quando la pratica diviene una forma di studio strutturato, che trascende l’aggressione. Il significato letterale del termine "Kung Fu" non è infatti quello di combattare, ma piuttosto quello di perseguire l’eccellenza, la perfetta padronanza delle tecniche, con il fine ultimo di migliorare il proprio essere.
 
Atto 1: SOURCE 
Metallo, legno, acqua, fuoco e terra.  La teoria dei cinque elementi in Cina è intrinseca ad ogni aspetto della ricerca della perfezione del "sé", che questo avvenga attraverso l’arte, la scienza, la filosofia o il combattimento. I cinque elementi rappresentano la relazione armoniosa che si ritrova, a diversi livelli, in natura. Ed è questa stessa armonia che le arti marziali cercano di riflettere nella dialettica dei movimenti fra coloro che combattono. Quando, nel tempo, gli insegnamenti di quest’arte marziale andarono strutturandosi, il Tempio Shaolin formalizzò gli esercizi dandogli forme logiche che si ispiravano proprio alle strategie di combattimento di alcuni animali. Fu così che ebbero origine le "Cinque Forme": la scimma, il serpente, la tigre, la mantide e la gru.
 
Atto 2: SOUL
L’anima di un artista marziale si alimenta del fuoco che brucia sempre vivo dentro di lui. La perseveranza, guidata dalla passione, lo spinge a migliorarsi, mentre la sua forza vitale Qi (Chi) si nutre di una ricerca senza fine sul cammino luminoso della perfezione.
 
Atto 3: MASTER
Dietro ogni uomo che pratica il Kung Fu c’è sempre un Maestro. Il Maestro insegna e indica la via… quella giusta e quella sbagliata. La via giusta per praticare, e con uguale  valore, la giusta ragione per praticare. Nella relazione fra insegnante e allievo trova luogo la lezione della pietà filiale e quella dell’importanza del rispetto verso ogni persona e ogni cosa. Il vero Maestro conduce l’allievo su un cammino di scoperta, con l’intento che questi possa trovare l’espressione più autentica di sé stesso.
 
Atto 4: SOFTNESS 
Si dice che per dominare l’avversario si debba diventare come l’acqua, che fluisce e scorre senza sforzo verso la sua destinazione. Senza pensare, senza esitare. Il combattente realizza questo fluire attraverso la quiete della mente. E in questa quiete la sua energia fluisce e va avanti in modo naturale e libero. E alla fine vince contro il suo più grande avversario: sé stesso. Dentro ogni guerriero dimora una spada pronta ad essere sguainata in un attimo… senza esitazione. Il suo corpo esegue i movimenti fluidi del Tai chi, e così il suo cuore si tempra, le sue capacità si affinano e in lui si forgia il vero guerriero.
 
Atto 5: CELEBRATION
Imparare il Kung Fu è come nuotare contro una corrente violenta. È un cammino pieno di ostacoli che ti mantiene incatenato a quello che conosci e ti impedisce di comprendere quello che non conosci. Come si fa a liberarsi dall’ingenuità e dall’ignoranza e lasciare che il loro posto venga occupato dalla consapevolezza e dal talento? Attraverso un duro lavoro, appassionato e costante, l’uomo che pratica il Kung Fu distrugge le sue catene e celebra la sua epifania. E comprende che ogni illuminazione conduce alla prossima.
 
Epilogo: FIGHTERS
È solo attraverso un allenamento difficile, rigoroso e attento che si diviene un combattente. Attraverso la ricerca dell’eccellenza giunge la comprensione che le capacità acquisite rappresentano molto di più della forza distruttiva praticata come ripetizione meccanica; che la costanza della ripetizione conduce alla spontaneità; che la forza può essere espressa anche attraverso il rilassamento; che possedere tali capacità significa anche avere la possibilità di non utilizzarle, e che il Kung Fu non è uno stile di combattare, ma uno stile di vita. È quando il combattente arriva a comprendere questo che egli diviene un artista marziale.
 


LONG YUN KUNG FU TROUPE | La compagnia di Pechino, diretta da Hu Wei, è stata fondata il 20 ottobre 2006 e unisce nelle sue performance, in modo straordinario e spettacolare, elementi del Kung Fu, del balletto tradizionale cinese e della danza moderna. È stata la star internazionale delle arti marziali Jackie Chan a selezionare 11 splendidi, creativi e talentuosi giovani fra milioni di ragazzi che studiano e praticano il Kung Fu in tutta la Cina. Nei suoi primi dieci anni di attività, gli 11 guerrieri della Jackie Chan’s Long Yun Kung Fu Troupe hanno onorato la vera essenza delle arti marziali, esprimendo i loro sentimenti attraverso di esse e rendendo possibile una perfetta fusione fra Kung Fu e arte. La compagnia ha già preso parte a centinaia di spettacoli e a decine di film per il cinema e per la televisione. Oggi molto ricercati, gli 11 componenti della troupe, negli ultimi tre anni, sono stati invitati da numerose ambasciate e con il patrocinio e il supporto organizzativo del Ministero della Cultura Cinese, si sono esibiti in oltre 60 paesi, ricevendo grandi apprezzamenti in Cina e nel mondo, oltre che il riconoscimento da parte dei grandi maestri che li hanno preceduti e dei loro colleghi di oggi.  

 

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